Certificazione energetica degli edifici. È in vigore la modifica alle linee guida.

È entrata in vigore lo scorso 27 dicembre la normativa che apporta alcune modifiche alle “Linee Guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici” contenute nel D.M. 26 giugno 2009. Il nuovo decreto (D.M. 22 novembre 2012), vuole rendere immediatamente operativa l’applicazione coordinata ed omogenea, su tutto il territorio nazionale, della certificazione energetica degli edifici. L’introduzione della modifica alla normativa in vigore si è resa necessaria, però, anche a causa del ricorso presentato il 19 luglio scorso alla Corte di Giustizia Europea con la richiesta di condanna dell’Italia per attuazione incompleta e non conforme della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia. La Commissione Europea contestava, in particolare, la possibilità – prevista dalle Linee Guida nazionali – per i proprietari di immobili con scarse prestazioni energetiche, di autodichiarare la classe G (la più bassa) al momento del trasferimento immobiliare.

Una delle più importanti novità introdotte dal nuovo Decreto riguarda, infatti, la cosiddetta autodichiarazione. Fino a questo momento i proprietari di edifici energivori avevano la possibilità di non dotarsi di certificazione energetica in caso di compravendita, autodichiarando che l’edificio stesso rientrasse in classe energetica G. La nuova norma mette definitivamente al bando l’autocertificazione con l’abrogazione del paragrafo 9 dell’Allegato A del D.M. 26 giugno 2009. Con le modifiche alle Linee Guida, apportate dal Decreto, l’autodichiarazione potrà essere sostituita con una delle procedure di certificazione semplificate già definite dalle stesse Linee Guida, e cioè il software gratuito Docet predisposto da Enea e Cnr. Nonostante ci sia la possibilità di usufruire della procedura semplificata, la certificazione energetica diventa, dunque, obbligatoria per tutti, o quasi, gli edifici, aprendo nuovi spazi di attività per i certificatori energetici.

Il Decreto fornisce l’elenco degli edifici che sono esentati dall’obbligo di certificazione energetica; si tratta di quelli per i quali è tecnicamente impossibile effettuarla o in cui non è necessario garantire un confort abitativo. Parliamo di box, cantine, autorimesse, depositi, ecc., dei ruderi, previa esplicita dichiarazione di tale stato dell’edificio nell’atto notarile di trasferimento di proprietà e degli immobili venduti nello stato di “scheletro strutturale”, cioè privi di tutte le pareti verticali esterne, o di elementi dell’involucro edilizio, o “al rustico”, cioè privi delle rifiniture e degli impianti tecnologici, previa esplicita dichiarazione di tale stato dell’edificio nell’atto notarile di trasferimento di proprietà.

Altro punto affrontato sono i compiti degli enti tecnici (CTI, CNR ed ENEA) che dovranno rendere disponibili casi studio, fogli di calcolo, o altri strumenti che gli istituti ritengono idonei e su cui sono svolte le verifiche, per dare garanzia che i software commerciali determinino dei valori degli indici di prestazione energetica. Infine il Decreto specifica meglio una disposizione che interessa i condomini: gli amministratori degli stabili e i responsabili degli impianti hanno l’obbligo di fornire ai condomini o ai certificatori da questi incaricati, tutte le informazioni e i dati edilizi e impiantistici, compreso il libretto di impianto (o di centrale) per la climatizzazione, necessari alla realizzazione della certificazione energetica degli edifici.