Con Obama presidente vincono le rinnovabili.

Barack Obama si è riconfermato Presidente degli Stati Uniti d’America, vincendo le elezioni presidenziali contro Mitt Romney. In questo modo potrà dare seguito al suo programma politico, anche in materia di green economy e di sviluppo sostenibile, uno dei terreni principali su cui si è combattuta la battaglia con il candidato repubblicano.

Se è vero, infatti, che dal programma di entrambi i candidati è emerso il loro sostegno al gas naturale estratto nel Paese, al cosiddetto “carbone pulito” e all’energia nucleare, a dividere nettamente Obama e Romney è stata la loro posizione sulle rinnovabili. Romney e i neoconservatori sono su posizioni ancora più arretrate persino rispetto dell’era Bush, al punto da opporsi anche agli incentivi federali per l’energia eolica, Obama, per contro, punta sulle opportunità di impiego offerte dalle tecnologie pulite, da fonti alternative e smart grid. La politica energetica di Obama, nota come “all of the above“, prevede un mix di fonti che, se non esclude il petrolio e il carbone, cerca di limitarne l’uso a favore di rinnovabili e soprattutto gas naturale su cui la sua presidenza è fiera di aver ristabilito il primato internazionale degli USA. Il Presidente crede fortemente anche nei veicoli elettrici, come parte della soluzione della mobilità del futuro e per la ripresa dell’economia nazionale.

I dati, d’altronde, parlano chiaro. Nei quattro anni scorsi, in cui Barack Obama è stato Presidente degli Stati Uniti d’America, le energie rinnovabili sono passate da 26 a 60 GW, con un aumento di 35 GW (+130%.). A fine 2012, se i piani approvati avranno seguito, si dovrebbero raggiungere 53 GW di eolico e quasi 8 GW di fotovoltaico. Nei primi 9 mesi dell’anno le rinnovabili, ora al 14% del mix elettrico, hanno pesato per il 43,8% di tutta la nuova potenza elettrica installata, cresciuta del 29% rispetto all’anno precedente. Le fonti pulite hanno così superato il gas, altra fonte in grande espansione (36% della nuova potenza), il carbone (18%), il nucleare e il petrolio.
Il democratico Obama, che crede nel valore positivo dell’energia pulita, in termini di salvaguardia dell’ambiente e creazione di posti di lavoro, ed intende portare avanti una politica di forti investimenti, è riuscito a convincere gli elettori che la politica promossa sotto la sua guida in favore dell’eolico, delle fonti rinnovabili e del gas di scisto abbia permesso di ridurre le importazioni di petrolio rispetto alla precedente gestione Bush.

L’amministrazione Obama intende dare, inoltre, un nuovo forte impulso al fotovoltaico. La volontà, in particolare, è quella di utilizzare ben 115 mila ettari nell’area Ovest del territorio statunitense, per installare 17 nuove aree dedicate all’energia solare in sei Stati dell’ovest degli Stati Uniti. Secondo le prime stime i nuovi impianti dovrebbero bastare per soddisfare il fabbisogno energetico di sette milioni di abitazioni per i prossimi dieci anni.
In materia green Barack Obama ha ottenuto le sue piccole vittorie negli anni passati, ma tutto questo è ancora poco. Le energie rinnovabili devono crescere ancora e, soprattutto, gli Usa dovranno far fronte, al più presto, al problema dei cambiamenti climatici. L’aumento delle temperature, infatti, ha dato violenza e potenza all’uragano Sandy, che nei giorni scorsi ha provocato più di 100 vittime in America. La popolazione americane e tutto il mondo si aspetta da Obama un concreto impegno con il riscaldamento globale, problema a cui il Presidente degli Stati Uniti ha pensato poco negli anni passati.