Edilizia sostenibile: in arrivo la certificazione ambientale per le aziende.

È di questi giorni la notizia della firma del Protocollo d’intesa tra Federcostruzioni, la Federazione dell’Industria delle Costruzioni e Itaca l’Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale.

L’accordo, che rappresenta il primo passo per l’avvio di un sistema di valutazione della sostenibilità in edilizia, porterà alla costituzione di EDP Italia, un organismo grazie al quale sarà possibile mettere in condizione le aziende produttrici di dotarsi della certificazione ambientale, appunto l’EPD (Environmental Product Declaration), con la quale saranno riconosciute le caratteristiche di sostenibilità dei materiali e dei prodotti.
EDP Italia rappresenterà un punto di riferimento per il sistema produttivo e per gli organismi di certificazione eavrà il compito di a fornire al mercato criteri di valutazione in materia di sostenibilità chiari, condivisi e trasparenti.
La nascita di questo nuovo organismo, infatti, consentirà di promuovere la qualità dei manufatti edilizi, riducendo l’impatto sull’ambiente e favorendo la qualificazione della domanda pubblica e privata in una direzione di sempre maggiore attenzione alla sostenibilità. EDP Italia, inoltre, contribuirà ad aumentare la capacità competitiva delle aziende italiane sui mercati esteri.
L’accordo tra Federcostruzioni e Itaca si aggiunge ai diversi provvedimenti messi in atto dal Governo, in questi ultimi mesi, a favore della sostenibilità e dell’efficienza energetica.
A cominciare dal Decreto legislativo, messo a punto da Ministero dello Sviluppo Economico sugli edifici a “energia quasi zero” all’esame in questi giorni dei Ministeri dell’Ambiente e delle Politiche Comunitarie. Il Decreto recepirà la Direttiva 2010/31/CE che stabilisce i nuovi standard in edilizia.
Oltre alle norme per l’edilizia nel maggio scorso il Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha presentato al CIPE il Piano Nazionale per la riduzione delle emissioni di CO2 e degli altri gas ad effetto serrache contiene le misure per l’aumento dell’efficienza energetica in tutti i settori dell’economia nazionale e le misure fiscali a favore della riduzione delle emissioni. Tra le proposte del Piano vi è la proroga fino al 2020 della detrazione del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici.
A sostenere questa richiesta, se mai ce ne fosse bisogno, contribuisce il rapporto dell’ENEA, “Le detrazioni fiscali del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente 2010”, dal quale emerge che la detrazione del 55% ha attivato investimenti superiori a 4.600 milioni di euro, portando ad un risparmio medio per intervento di circa 5 Mwh/anno. Il 60% dei lavori realizzati è stato registrato in Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna e i più numerosi sono stati quelli relativi all’involucro (coibentazione) e alla sostituzione degli infissi.
In seguito a ciò, se si considerano i risparmi sulle bollette energetiche, le entrate per il fisco e l’incremento del valore degli immobili sui quali si è intervenuti, i benefici economici superano di 4 miliardi i ‘costi’ per le detrazioni, senza contare la minore emissione di CO2 e lo sviluppo della produttività e della ricerca tecnologica nel Paese.