Efficienza energetica: approvata la nuova direttiva europea.

Lo scorso 11 settembre è stata approvata dal Parlamento Europeo con 632 voti favorevoli, la Direttiva europea sull’efficienza energetica, che punta a ridurre i consumi di energia del 20% entro il 2020. La Direttiva, entrerà in vigore all’inizio di ottobre quando sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Da quella data gli Stati membri avranno 18 mesi per recepirla nella loro legislazione nazionale.

La nuova norma si pone a completamento del “Pacchetto clima-energia 20-20-20”, approvato dall’Unione Europea, nel 2008, in attuazione del Protocollo di Kyoto. Il Pacchetto aveva reso vincolanti per gli Stati membri gli obiettivi di ridurre mediamente del 20% le emissioni di gas a effetto serra e di portare mediamente al 20% il consumo di energia prodotta con fonti rinnovabili, ma non aveva reso vincolante l’obiettivo di migliorare, mediamente del 20%, l’efficienza energetica. Entro aprile 2013 gli Stati membri dovranno fissare degli obiettivi nazionali di efficienza energetica da sottoporre al vaglio della Commissione a Bruxelles. L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre la dipendenza energetica dell’Unione, tagliando del 20% la quota di approvvigionamento di combustibili fossili (petrolio e gas) dai Paesi extra Ue.

Ecco le misure previste

Riqualificazione energetica
Il primo settore che dovrà garantire il risparmio energetico è quello dell’edilizia. La direttiva impone unmiglioramento dell’efficienza energetica degli edifici pubblici e di utilità pubblica del +1,5% all’anno. Si stima che la quota del settore edilizio garantisca un risparmio del 10-12% sul 20% totale. La riqualificazione energetica degli edifici pubblici interesserà il 3% della superficie totale degli immobili posseduti ed occupati dal Governo centrale.

Piani di risparmio
Le imprese energetiche di pubblica utilità saranno obbligate a raggiungere dal 2014 al 2020, risparmi pari al 1,5% l’anno sul totale dell’energia venduta ai consumatori finali. Il calcolo del risparmio energetico aggiuntivo va effettuato sulla base della media dei consumi dei 3 anni precedenti l’entrata in vigore di questa direttiva. Possono invece essere escluse le vendite di energia per i trasporti.

Audit energetico
Tutte le grandi aziende – sono esentate le Piccole e Medie Imprese – dovranno essere sottoposte, entro tre anni dall’entrata in vigore della Direttiva, a diagnosi energetiche periodiche (ogni 4 anni) effettuate da esperti qualificati e accreditati.

Si stima che gli investimenti necessari per l’adozione della Direttiva saranno compresi mediamente tra i 40 e 50 miliardi di euro per ogni Stato.
La Direttiva consente, da un lato di ridurre i costi, cioè di spendere meno in energia per avere gli stessi servizi o prodotti, dall’altra di attivare investimenti su progetti verdi (per esempio, nel campo dell’edilizia o nel trasporto e nella distribuzione dell’energia da parte delle municipalizzate), che stimolino l’innovazione tecnologica in campo energetico e nuova occupazione, utilizzando anche i cofinanziamenti che l’UE mette a disposizione su queste tematiche.
La nuova Direttiva, quindi, rappresenta un significativo passo avanti per la riduzione dei consumi energetici nel Vecchio Continente, con rilevanti conseguenze per le pubbliche amministrazioni centrali e locali, le imprese, il settore residenziale, ma anche per i professionisti e i fornitori di servizi energetici.