Entra in vigore la direttiva europea sull’efficienza energetica.

Il 14 novembre scorso è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Europea la Direttiva 2012/27/UE Europea sull’Efficienza Energetica; entrerà in vigore il 4 dicembre prossimo e sarà recepita dagli Stati membri entro 5 giugno 2014.

La nuova Direttiva stabilisce un quadro comune di misure volte a rimuovere gli ostacoli sul mercato dell’energia e a promuovere l’efficienza energetica negli Stati membri. L’obiettivo finale è quello di mettere in atto il “Pacchetto clima-energia 20-20-20”, approvato dall’Unione Europea nel 2008, in attuazione del Protocollo di Kyoto, rendendo vincolante l’obiettivo di migliorare, mediamente del 20%, anche l’efficienza energetica. L’iter di approvazione della Direttiva è stato in realtà piuttosto controverso, non solo per l’azione di lobbying delle multinazionali energetiche, ma anche per quanto riguarda l’ok del Parlamento – arrivato dopo mesi di concertazione e diverse stesure del testo – e, soprattutto, per l’atteggiamento del Consiglio, in cui diversi Stati membri hanno opposto una strenua resistenza.

La Direttiva prevede, tra le altre cose, l’obbligo, a partire dal 1 gennaio 2014, di avviare una riqualificazione energetica per l’edilizia governativa a un ritmo annuo di almeno il 3% della superficie complessiva e quello di elaborare una strategia utile a rendere l’intero parco edilizio pubblico e privato più efficiente entro il 2050. Sempre per ottimizzare i consumi, gli Stati membri dovranno favorire la diffusione di prodotti ad alta efficienza, incentivare gli acquisti verdi nella pubblica amministrazione e promuovere l’introduzione di criteri di risparmio energetico nei bandi di gara. Le imprese distributrici di energia, invece, dovranno ridurre le vendite ai clienti industriali e domestici dell’1,5% all’anno dal 2014 al 2020.

L’idea originaria dei commissari era quella di introdurre degli obblighi vincolanti di riduzione dei consumi a carico dei vari Stati Ue, ma alla fine la nuova Direttiva impegna i Paesi membri soltanto a stabilire un proprio target nazionale indicativo di incremento dell’efficienza energetica da qui al 2020. I piani nazionali dovranno essere sottoposti all’approvazione di Bruxelles e aggiornati con scadenza triennale a partire dal 2014. Entro il 30 giugno 2014, la Commissione valuterà i progressi compiuti e se l’UE è in grado o meno di raggiungere un consumo totale non superiore ai 1474 Mtep energia primaria e / o non più di 1078 Mtep di energia finale nel 2020. Se nel corso dei prossimi anni la Commissione dovesse ritenere insoddisfacenti i progressi fatti da alcuni degli Stati, target e piani d’azione dovranno essere rivisti secondo le indicazioni dell’Europa.

Nonostante la nuova Direttiva rappresenti un significativo passo avanti per la riduzione dei consumi energetici in Europa, sana solo parzialmente tale lacuna; in effetti si stima che, nel suo complesso, essa consentirà di raggiungere un miglioramento dell’efficienza energetica al 2020 intorno al 15%. Il gap con l’obiettivo del 20% di risparmio dovrà, pertanto, essere colmato attraverso misure aggiuntive, quali, ad esempio, il miglioramento dell’efficienza dei carburanti per le auto e la definizione di nuovi standard per alcuni prodotti come i boiler; ciò dovrebbe innalzare il risparmio di energia al 17%.