Green Economy. Clini presenta l’agenda verde per il prossimo governo.

Un bilancio di quanto è stato fatto per la green economy in un anno di Governo ma, soprattutto, un programma per il dopo elezioni: così può essere letta l’Agenda Verde per la crescita presentata dal ministro dell’Ambiente, Corrado Clini. L’agenda verde, strutturata in otto punti, contiene indicazioni e suggerimenti sugli strumenti della leva ambientale per l’economia, l’innovazione e l’occupazione soprattutto nelle piccole e medie imprese.


Green Economy
. Il primo punto su cui porre l’attenzione riguarda l’aiuto alle aziende che hanno scelto una chiave “verde” per il loro sviluppo (oltre 360mila, il 25% del totale). Questo perché la green economy può costituire una via per affrontare la recessione economica e avviare una nuova fase di sviluppo. L’attuazione di questo punto deve avvenire facendo riferimento alle conclusioni raggiunte agli Stati Generali della Green Economy.

Decarbonizzazione. Punto di riferimento per rispettare entro il 2020 gli impegni del pacchetto europeo “clima-energia” dovrà essere il Piano Nazionale per la decarbonizzazione dell’economia italiana e la riduzione delle emissioni di CO2 (presentato al CIPE nel mese di maggio 2012). L’adozione del documento consentirebbe di allineare l’Italia alla strategia per la decarbonizzazione e competitività dell’economia europea.

La lista delle tecnologie “verdi”. Promuovere l’innovazione tecnologica sostenibile, istituendo la lista delle tecnologie, dei sistemi e dei prodotti che contribuiscono a ridurre l’intensità di carbonio dell’economia.

Smart Cities. Sviluppare reti intelligenti e Smart Cities usufruendo degli incentivi del pacchetto per le fonti rinnovabili e per l’efficienza energetica. Così facendo sarà possibile dare il via ad un processo che migliorerà sempre più città in Italia e nel mondo.

Clima. Il piano nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici e la messa in sicurezza del territorio è lo strumento per la prevenzione dei rischi e dei danni a cui è sempre più esposto il nostro Paese per l’alta e crescente vulnerabilità agli eventi estremi. Il Piano, che risponde all’impegno assunto dall’Italia in Europa, prevede 2,5 miliardi l’anno di investimenti, di cui 1 miliardo di risorse pubbliche e 1,5 miliardi risorse private agevolate con credito di imposta.

La cooperazione ambientale internazionale. Nell’ambito della cooperazione ambientale internazionale nell’ambito degli impegni e dei programmi approvati dalla Conferenza Rio+20 dell’Onu a giugno 2012, sarà necessario svolgere un ruolo come protagonisti, valorizzando i programmi già realizzati e prevedendo incentivi, come il credito di imposta, per le imprese che esportano tecnologie e sistemi della Lista Verde.

Semplificazione e trasparenza delle autorizzazioni ambientali che non proteggono l’ambiente: dalle bonifiche dei siti contaminati alla riqualificazione ambientale degli impianti industriali, dai progetti per le infrastrutture a quelli per le nuove imprese industriali.

L’Introduzione della fiscalità ambientale prevista dal disegno di legge “delega fiscale”, per spostare la tassazione dal lavoro all’impiego delle risorse naturali (acqua e suolo) e di quelle energetiche (carbon tax), è un volano efficace per rendere l’economia più competitiva e per la crescita sostenibile dell’Italia.