L’APE, attestazione di prestazione energetica degli edifici. Obblighi e sanzioni.

È entrata in vigore qualche mese fa la legge 90/2013 che oltre ad attivare nuove disposizioni in materia di efficienza energetica degli edifici, ha introdotto una nuova certificazione energetica degli edifici, ovvero l’APE (attestazione di prestazione energetica) in sostituzione dell’ACE (attestato di certificazione energetica). Per porre rimedio ad una procedura europea di infrazione avviata nel 2006 nei nostri confronti per la quale siamo stati recentemente sanzionati dalla Corte di Giustizia europea, la legge introduce l’obbligo di allegare l’APE a tutti i contratti di compravendita immobiliare e ai nuovi contratti di fitto.

Cos’è L’APE?
L’Attestazione di Prestazione Energetica (APE) è un documento redatto da tecnici certificatori che certifica il fabbisogno energetico di un edificio. In particolare l’APE attesta la quantità annua di energia effettivamente consumata o che si prevede possa essere necessaria, rispetto ad un uso standard, per i vari bisogni energetici dell’edificio, considerando anche l’isolamento dell’edificio e le caratteristiche degli impianti. Il documento fornisce raccomandazioni per il miglioramento dell’efficienza energetica, oltre a contenere informazioni in merito alla classe energetica dell’edificio. L’APE, che ha una validità massima di dieci anni a partire dal rilascio, deve essere aggiornato ad ogni intervento di ristrutturazione o riqualificazione che modifichi la classe energetica dell’edificio.

Locazione o vendita
Nel caso di nuovo edificio è obbligo del costruttore, sia esso committente o impresa costruttrice che opera direttamente, rilasciare l’APE. Per gli edifici già esistenti deve invece essere prodotta dal proprietario dell’immobile, che la ottiene rivolgendosi ad un tecnico abilitato che può essere un libero professionista o un tecnico dipendente da enti pubblici o privati che operano nel settore dell’energia e dell’edilizia. Di conseguenza chiunque ceda un immobile in affitto, lo venda o lo ceda anche a titolo gratuito in usufrutto, uso o abitazione, è obbligato a munirsi della certificazione energetica e a renderla disponibile all’inquilino, acquirente, o usufruttuario, fin dalla fase di trattativa.

Se l’immobile non viene dotato di certificazione energetica in caso di nuova costruzione o di ristrutturazione importante si rischia una sanzione che va da 3.000 a 18.000 euro. Il soggetto sanzionabile è, a seconda dei casi, il costruttore o il proprietario dell’immobile.
Nel caso si ometta di allegare la certificazione ai contratti di compravendita immobiliare la sanzione addebitabile al proprietario/venditore varia da 3.000 a 18.000 euro, mentre per i contratti di affitto la sanzione, a carico del proprietario/locatore, varia da 300 a 1.800 euro.
Se nell’annuncio di vendita o locazione mancano i dati sui parametri energetici dell’immobile la sanzione, a carico del responsabile dell’annuncio, varia da 500 a 3.000 euro.