Pannelli solari. Quando installarli e perché sono convenienti.

Sempre in tema di risparmio domestico questa settimana parliamo di impianto solare termico, una soluzione che se integrata con il sistema di riscaldamento dell’abitazione comporta un consistente risparmio in termini energetici e, quindi, anche economici. I pannelli solari, infatti, non servono soltanto a riscaldare l’acqua calda per l’uso sanitario, ma forniscono un valido supporto anche per riscaldare gli ambienti domestici.

Come funziona l’impianto?
Un impianto solare termico si compone di un pannello (tecnicamente collettore solare) che assorbe il calore del sole e di un accumulatore che immagazzina il calore che gli arriva dal pannello. Gli impianti solari termici si suddividono in due tipologie: a circolazione naturale e a circolazione forzata. Questi ultimi, a differenza dei primi, prevedono che il serbatoio di accumulo dell’acqua calda sia separato dal collettore e collocato all’interno dell’abitazione. La circolazione del fluido riscaldato dal sole, in questo caso, avviene grazie a una pompa elettrica.

Incentivi
Chi vuole installare un impianto solare termico sul tetto di casa fino al 30 giugno 2013, si trova a dover scegliere tra tre diversi incentivi: le detrazioni fiscaliper le ristrutturazioni edilizie, recentemente portate dal 36 al 50% e che dal 1° luglio torneranno al 36%, quelle del 55% per gli interventi di efficienza energetica, che pure a luglio verranno abbassate al 36% e il nuovo conto termico che riguarda gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici e la produzione di energia da fonti rinnovabili. Ipotizzando di dover installare un impianto a circolazione naturale con due collettori, il cui costo orientativo si aggira intorno ai 3.000 euro (sufficiente per soddisfare il fabbisogno di acqua calda sanitaria di una famiglia di 4 persone) e confrontando le tre tipologie di incentivi, le detrazioni fiscali, che coprono rispettivamente il 50 e il 55% dell’importo fanno ottenere meno benefici economici in termini assoluti: nella nostra ipotesi con il 50% o il 55% ci tornerebbero, sebbene su 10 anni, rispettivamente 1.250 o 1.440 euro. Il nuovo conto termico invece, poiché garantisce un contributo di 170 euro al mq per impianti al di sotto dei 50 mq, darebbe diritto a un incentivo di 1.598 euro, ben oltre il 40% dell’investimento che avrebbe dovuto coprire secondo le intenzioni e le dichiarazioni ministeriali, il 58% nel nostro caso. Non solo. Con il conto termico il contributo arriva in soli due anni e in contanti direttamente sul conto corrente, invece che sottoforma di detrazione Irpef.

Vantaggi
Tra risparmio in bolletta e incentivo statale l’investimento si ripaga, a seconda dei casi, indicativamente tra i 5 e i 10 anni e per il resto della durata di vita dell’impianto, che è di circa 20-25 anni, resta un risparmio che per una famiglia di 4 persone possiamo stimare tra 120 e 300 euro all’anno. L’efficienza dei pannelli solari termici, infatti, varia in funzione dell’esposizione solare, della latitudine, della stagione e delle condizioni meteorologiche. Inoltre c’è da dire che se per la produzione di acqua calda il solare termico riesce a tagliare i consumi del 60-90%, ai fini del riscaldamento degli ambienti può soddisfare al massimo il 40% del fabbisogno e questo perché a differenza dell’acqua calda sanitaria il cui fabbisogno è costante nelle stagioni, il riscaldamento degli ambienti serve maggiormente quando c’è meno sole. L’impianto solare termico, infine, è decisamente sostenibile, in quanto per il suo funzionamento impiega energia da fonti alternative, decisamente meno inquinanti rispetto a quelle tradizionali. Il calore prodotto dal sole, infatti, consente una riduzione del 35/40% di CO2 emessa dalla caldaia.