Riforma del condominio. Dopo 70 anni si cambia.

È partita una piccola grande rivoluzione all’interno di ogni condominio. Dopo 70 anni, infatti, è stata approvata, qualche giorno fa, la Riforma del Condominio da parte della Commissione Giustizia del Senato. L’approvazione, avvenuta senza modifiche rispetto al testo della Camera, è definitiva e promette procedure più snelle e maggiore trasparenza, soprattutto per quanto concerne la rendicontazione delle spese sostenute.

Le due grandi aree sulle quali la Riforma si è concentrata sono, da un lato, maggiori doveri per l’amministratore, dall’altro nuovi diritti per i condomini.
Trasparenza, formazione e onorabilità. Sono questi i requisiti che ora ciascun amministratore dovrà possedere. Da ora in avanti poter ricoprire la carica di amministratore oltre ad aver conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado, bisognerà frequentare un corso di formazione e, periodicamente, anche i corsi di aggiornamento professionale.

Diversi sono, poi, i cambiamenti, nella gestione del suo mandato: ad esempio vengono sanciti per legge l’obbligo di avere un conto corrente per ogni condominio amministrato, di redigere il bilancio del condominio in uno stile più affine a quella di una vera e propria realtà aziendale, nonché la possibilità di agire nei confronti del condomino moroso. L’amministratore, infatti, potrà ricorrere in giudizio nei confronti di coloro che non assolvono le spese condominiali al fine di ottenere i saldi preventivati e questo anche senza attendere il via libera da parte dell’assemblea degli inquilini.
All’atto della nomina, inoltre, l’amministratore dovrà presentare ai condomini una polizza individuale di responsabilità civile che copre gli atti compiuti nell’esercizio del mandato. Polizza che sarà comunque pagata dai condomini.

Scattano, inoltre, nuove regole per quel che riguarda i diritti dei condomini:

  • cambio destinazione d’uso locali comuni: per decidere il cambio di destinazione d’uso basterà il sì dei quattro quinti dei condomini;
  • animali domestici: nessun regolamento potrà vietare ai condomini di tenere animali in casa, purché siano domestici. Anche se ora resta da capire quali animali, che rientrano generalmente in questa categoria, possono essere “tollerati” dagli altri condomini;
  • barriere architettoniche: per la messa a norma in sicurezza e per l’eliminazione delle barriere architettoniche del palazzo basterà che in assemblea siano presenti i condomini che rappresentano un terzo dei millesimi condominiali e sarà sufficiente la maggioranza favorevole del 50 più uno.
  • riscaldamento: chi vorrà potrà staccarsi dall’impianto centralizzato senza dover attendere il benestare dell’assemblea, ma a patto di non creare pregiudizi agli altri e di continuare a pagare la manutenzione straordinaria dell’impianto.

Sempre in merito all’argomento impianti, la Riforma del Condominio prevede che la maggioranza dei condomini possa disporre, tra le varie innovazioni, anche quelle che prevedono la realizzazione di impianti a servizio dell’intero edificio, per la produzione di energia mediante l’utilizzo di tecnologie di cogenerazione, eoliche, solari e, comunque, rinnovabili. Anche il singolo condomino può installare impianti alimentati a fonti energetiche rinnovabili a servizio del proprio immobile, anche se in questo caso è necessario darne comunicazione all’amministratore di condominio, indicando il contenuto specifico e le modalità di esecuzione degli interventi.