Sostenibilità e riqualificazione energetica contro la crisi dell’edilizia.

La crisi economica, si sa, non ha risparmiato il settore edile, che ha segnalato forti perdite non solo in termini di fatturato, ma anche e soprattutto per quel che riguarda i posti di lavoro. Le motivazioni non vanno cercate semplicemente nella bolla immobiliare del 2008, ma anche nella crisi di un modello industriale fin troppo obsoleto per poter reagire alla situazione congiunturale. Un modello che non ha avuto la forza di capitalizzare gli anni del boom economico per rafforzare la qualità delle imprese, di investire nella ricerca e innovazione dei materiali e nella creazione di filiere efficienti e produttive.

Il risultato è un patrimonio edile costituito da abitazioni poco efficienti da un punto di vista energetico, in cui fa freddo d’inverno e caldissimo d’estate con notevole dispendio di energia e una conseguente crescita della spesa energetica delle famiglie di oltre la metà in dieci anni.
La conferma arriva da Legambiente e dal suo dossier “Tutti in Classe A”, un’indagine condotta in 21 città italiane su 200 edifici dichiarati in classe A per verificare la loro reale efficienza energetica.
I risultati emersi sono ben lontani da quelli attesi per edifici in classe energetica elevata. I test, effettuati mediante termografia, hanno evidenziato dispersioni termiche elevate e una distribuzione delle temperature superficiali estremamente eterogenea, causata da una poco accurata realizzazione dell’isolamento termico.

Ciò conferma il fatto che a buone prestazioni energetiche corrisponde non solo una buona scelta dei materiali, ma anche una buona posa in opera che non crei, nonostante i materiali, dispersioni e ponti termici. É necessario, quindi, certificare l’effettiva classe energetica non solo in base ai materiali impiegati e alle tecniche adottate, ma con una vera prova sul campo. Ma il tema dell’efficienza energetica nel nostro Paese riguarda soprattutto gli edifici costruiti negli scorsi decenni, che necessitano di un’attenta riqualificazione. Affinché sia effettuata in maniera adeguata, è fondamentale la maturità degli operatori nella proposta, una solida comunicazione che convinca gli utenti finali e il prolungamento per alcuni anni ancora degli incentivi, come il 55%, che accompagnino la trasformazione sia della domanda, sia dell’offerta.

Oggi possiamo uscire da questa drammatica situazione puntando sull’innovazione. C’è bisogno di una profonda trasformazione delle pratiche progettuali e costruttive se si vuole realizzare sul serio un miglioramento della sostenibilità ambientale nelle costruzioni. Questo comporta una maggiore attenzione nei riguardi delle prestazioni energetiche degli edifici, tale da ridurre consumi e bollette delle famiglie, dello sviluppo delle rinnovabili e dell’obbligo di certificazione energetica in Classe A per tutti i nuovi edifici.

Occorrono controlli veri e indipendenti sugli edifici, e si devono aumentare progressivamente le prestazioni energetiche e il contributo delle fonti rinnovabili, perché è possibile ridurre fino ad azzerare i consumi delle case in cui viviamo. Scegliere questa strada è la migliore risposta alla crisi economica e al rilancio del settore delle costruzioni; è una battaglia nell’interesse dei cittadini che hanno il diritto di abitare in case a bollette zero.