Strategia energetica nazionale: si punta su efficienza energetica, rinnovabili e riduzione dei costi.

L’Italia ha un nuovo piano energetico nazionale. Il documento è stato pubblicato dal Ministero dello Sviluppo Economico ed è in fase di consultazione pubblica fino al 30 novembre.

Quattro gli obiettivi principali della Strategia Energetica nazionale (SEN): riduzione dei costi dell’energia, superamento degli obiettivi ambientali definiti dal Pacchetto europeo Clima-Energia 2020 (il cosiddetto “20-20-20”), diminuzione della dipendenza dell’approvvigionamento energetico dall’estero, incentivare lo sviluppo di una filiera industriale dell’energia.
Per centrare questi obiettivi, uno dei punti cardine della SEN è il miglioramento dell’efficienza energetica, che consentirà di risparmiare ulteriori 20 Mtep di energia primaria, raggiungendo al 2020 un livello di consumi circa il 25% inferiore rispetto allo scenario di riferimento europeo; di evitare l’emissione di circa 55 milioni di tonnellate di CO2 all’anno; di risparmiare circa 8 miliardi di euro l’anno di importazioni di combustibili fossili.
In particolare, per quel che riguarda l’edilizia si vuole puntare sul rafforzamento delle norme e degli standard sull’efficenza energetica per edilizia e trasporti, sull’estensione delle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edili votate al risparmio energetico, sulla possibilità per la Pubblica Amministrazioni di accedere a forme di credito agevolato per la riqualificazione energetica dei suoi edifici.
Un altro aspetto della SEN che riveste un’importanza strategica riguarda lo sviluppo delle energie rinnovabili, sulle quali si punta per fare in modo che al 2020 incidano per il 20% sui consumi finali e diventino la prima fonte nel settore elettrico, al pari o superando leggermente il gas, rappresentando circa il 36-38% dei consumi. I benefici sul piano economico riguarderanno la riduzione di circa 14 mld di euro all’anno dei costi per l’acquisto di energia dall’estero e l’abbassamento dei costi in bolletta di almeno il 20%.
La SEN, però, continua ad attribuire molta attenzione all’apporto delle fonti convenzionali al mix energetico nazionale, dando un ruolo chiave al gas e puntando decisamente sul contributo degli idrocarburi nazionali. Per quel che riguarda, infine, il ruolo del carbone, il più inquinante degli idrocarburi, nel mix energetico nazionale il suo apporto viene mantenuto sostanzialmente stabile da qui al 2020 (intorno all’8-9%).
Con la Strategia Energetica nazionale il Governo intende promuovere una significativa evoluzione del sistema energetico italiano. Oltre al raggiungimento e superamento dei target europei in materia ambientale, la Strategia mira a ridurre i costi energetici e a rendere più sicuro l’approvvigionamento e lo sviluppo industriale del settore.
Si tratta, per contro, di una pianificazione strategica poco lungimirante, a cui manca una prospettiva di lungo periodo. Se è vero che è difficile prevedere l’evoluzione tecnologica e dei mercati di qui a 40-50 anni, è anche vero che con un arco temporale limitato al 2020 si rischia di invalidare un documento che rappresenta, per la prima volta, dopo tanti anni, un’indicazione chiara delle linee guida, delle prospettive e delle strategie per la crescita, in un momento di profondo cambiamento sia in campo energetico, sia in quello economico.