Stufe a pellet. Risparmio energetico ad alto rendimento. Seconda parte.

Riprendiamo a parlare delle stufe a pellet, prendendo in esame gli aspetti da considerare nella valutazione.
Oltre ad esaminare l’aspetto estetico, prima di scegliere la stufa a pellet da collegare con l’impianto di riscaldamento è importante considerare attentamente la tecnologia dell’impianto e verificare la possibilità di realizzare una canna fumaria e una presa d’aria nella stanza che ospiterà la stufa.
Poi bisogna scegliere tra una stufa ad aria o ad acqua. La stufa ad aria consente, tramite un opportuno sistema di canalizzazione, di diffondere in tutta la casa un calore sano e confortevole in più ambienti. È la scelta ideale nel caso di un bilocale o di un piccolo appartamento. La stufa ad acqua, invece, collegata alla caldaia, scalda l’acqua che poi andrà nei radiatori, o nei pannelli radianti dell’impianto di riscaldamento.

La stufa ad acqua è facilmente integrabile con i sistemi di riscaldamento tradizionali o di ultima generazione, può operare in sinergia con altri sistemi di riscaldamento alternativo (per esempio, solare termico), e permette di riscaldare tutta la casa con un considerevole risparmio energetico ed economico. Le dimensioni della stanza rappresentano un ulteriore criterio di scelta. Bisogna considerare, infatti, che circa il 30% del calore sviluppato dalla stufa viene emesso per irraggiamento ed è quindi importante mediare tra dimensioni della stanza in cui viene inserita e potenza della stufa. Ad esempio, una stufa che ha una grande potenza non può essere inserita in una stanza piccola altrimenti l’ambiente si surriscalderebbe diventando invivibile.

Per quanto riguarda la manutenzione basta pulire periodicamente la caldaia e l’impianto (che deve essere sempre libero dalla cenere per poter funzionare correttamente) e chiamare una volta l’anno un tecnico per la pulizia della canna fumaria e delle parti interne della stufa. In merito ai costi, una stufa a pellet ad aria può costare dai 1.500 ai 3.000 euro, più care invece quelle ad acqua che possono andare dai 2.000 ai 4.000 euro. È possibile ancora usufruire delle detrazioni del 50% purché il rendimento diretto non sia inferiore al 70%. La detrazione del 55%, invece, spetta solamente nel caso in cui l’installazione della stufa a pellet faccia parte di un intervento di riqualificazione globale dell’edificio.